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Nella folla, rimasta fuori San Nicolò

...E NESSUNO ANDAVA VIA!

 

Quando comprendi che è bello restare fuori, come questa sera. La piazza di San Nicolò a Verona è piena, la chiesa si è riempita in pochi minuti già da un’ora prima.

 E nessuno, in piazza, va via «Ciao. Ci sei anche tu? Bello che siamo tutti qui fuori.» Vien voglia di sorridere e di abbracciarsi. E nessuno va via. Ma quanto bisogno c’è, qua fuori, di stare insieme, di parlarsi, di condividere?

Il vento di febbraio si intenerisce tra gli ulivi di pace di questa piazza proprio dietro all’Arena. E nessuno va via. Si capiscono tante cose a restare fuori. Una porta chiusa, e si scopre che è bello e che si ha più coraggio a stare insieme.

Ma questa sera a Verona non ci sono porte chiuse. Le porte di San Nicolò sono spalancate sulla speranza. Dalla soglia della chiesa viene l’eco delle parole, ma la commozione abbraccia tutti, dentro e fuori. Dai banchi qualcuno fa la diretta Facebook, altri mandano messaggi e fotografie. Da fuori rispondono: «È bello stare qui fuori». E nessuno va via. Don Gabriele e don Roberto (grazie, preti nostri coraggiosi!), riempitosi anche l’ultimo centimetro delle navate e degli altari, invitano a occupare il presbiterio. «Cos’è il presbiterio?», si chiedono ragazze e ragazze (ma quanti!) che hanno negli occhi, oltre che sulle sciarpe, i colori della pace.

Quei colori che Padre Alex Zanotelli, dalle baracche di Korogocho, aveva invitato l’Italia ad appendere alle finestre, quando venne il tempo di una delle nostre mille guerre. Padre Alex oggi è nella sua Verona, nella sua Chiesa con Mimmo Lucano, il sindaco di Riace,  a dare voce e corpo alla speranza. E non importa quanti sono dentro e quanti sono restati fuori (due? tre? quattromila?): non va via nessuno.

 

Alessandro Anderloni
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