RizVN Login

Area Soci Redattori



Giù le mani dalla "famigliola felice"

FIORELLO E LA SFIDA DELL'ILLIMITATO CONSUMO

 

La pubblicità fa girare l'economia e deve alzare sempre di più l'asticella della comunicazione accattivante per  catturare i potenziali compratori. Ne abbiamo viste tante, uscite dai fertili cervelli degli strapagati pubblicitari di successo, perché scandalizzarsi allora per l'ultima pubblicità natalizia del simpatico Fiorello?

Perché è senza vergogna nella leggerezza con cui cancella quel poco che resta dei  "buoni sentimenti" legati al Natale. Facile demolire, buttare via, irridere una tradizione che è già svuotata dall'interno, perché ha perso il contatto con l'esperienza vitale dell'UMANO e del DIVINO che l'aveva generata.

Alla fine forse dobbiamo ringraziare Fiorello, perché  ci dice che il re è nudo: non abbiamo più niente in cui credere e sperare se non i REGALI  che possiamo comprare e donare nel circuito falsamente felice del consumo sfrenato di COSE. Questa è  la realtà pervasiva che fa bene al mercato.

Ma Fiorello non dice la verità, perché  esistono  davvero delle "famigliole felici", diverse da quelle finte della pubblicità. E noi non vogliamo buttarle via.

Sono  quelle che crescono i figli difendendoli  il più possibile dall'invasività dell'aggressione multimediale.

Quelle che la domenica li portano al parco o a camminare nel bosco, perché sentano il respiro degli alberi.

Quelle che comprano libri di fiabe per leggerle ai piccoli in alternativa ai cartoni.

Quelle che si alleano tra loro per offrire ai ragazzi che crescono la  possibilità di relazioni sane dove si sperimentano valori umani.

Grazie, Fiorello. La tua provocazione ci spinge a lavorare per una felicità possibile che non si misura con i GIGA regalati da una compagnia telefonica.

Sempre, ma ancora di più a Natale.

 

Marisa Sitta - Redattrice di Gerico.Info
e-max.it: your social media marketing partner