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"Brucia i rifiuti del prossimo tuo, come i tuoi stessi"

Necessario foraggiare con rifiuti importati il mostro di Ca' del Bue.

Il sindaco Flavio Tosi, incalzato sul futuro dell'inceneritore di Ca' del Bue  durante la trasmissione "Diretta Verona" in onda su Telearena  giovedì scorso, ha affermato che, se la Regione Veneto dovesse confermare un quantitativo di rifiuti inferiore (150 mila tonnellate al giorno) rispetto a quanto stabilito dal bando iniziale (190 mila), il deficit di rifiuti sarà pareggiato facendo convergere su Ca' del Bue  quelli della Provincia di Trento. Altrimenti l'inceneritore risulterebbe anti-economico.

Quindi, visto che il quantitativo di rifiuti della nostra Regione è insufficiente a  giustificare l'esistenza di un nuovo inceneritore, dato anche l'aumento costante della percentuale della raccolta differenziata (nel comune di Verona, tenuta, peraltro "volutamente" a livelli bassi),  correrà l'obbligo di rivolgersi oltre i confini della nostra regione per poter soddisfare l'enorme fame del progettato moderno Minotauro.

Secondo il Tosi pensiero, anche se un nuovo Ca' del Bue non risulta necessario in Veneto, è opportuno costruirlo comunque, per dare una mano ai nostri vicini trentini che sul loro territorio inceneritori non ne vogliono.

Così, parafrasando il comando evangelico "Ama il prossimo tuo,  come te stesso", per i veronesi il comandamento potrebbe diventare: "Brucia i rifiuti del prossimo tuo, come i tuoi stessi".

Si usa dire a uno che fa una cosa sbagliata senza essere tenuto a farla:  "Ma te l'ha ordinà  el dotor?".

Restando nella metafora, verrebbe voglia di conoscere qual è il  "medico" che ha dato al nostro sindaco la prescrizione di fare, costi quel che costi, il nuovo inceneritore di Verona.

 

Fonte Gianni
Curatore Gianni
   

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L'Araba Fenice di Ca' del Bue sembra rinascere dalle proprie ceneri

AGSM vorrebbe far rientrare dalla finestra l'inceneritore cacciato dalla porta.

Come nel mito dell'Araba Fenice  il mostruoso uccello rinasce dalle proprie ceneri, così l'inceneritore di Ca' del Bue, da tanti ritenuto morto e sepolto,  torna a riproporsi ad ogni cambio di stagione.

Sul giornale L'Arena del 12 febbraio scorso l'ingegner Giampietro  Cigolini, Direttore Generale di AGSM, assicurava che il nuovo progetto di Ca' del Bue "non riguarda l'incenerimento". Di fronte ad una affermazione così perentoria c'è da chiedersi se l'ing. Cigolini si sia limitato ad una lettura veloce dei contenuti del nuovo progetto o se abbia una certa propensione ad ignorare alcuni dettagli dello stesso.

Ma di quale progetto stiamo parlando ?

L'impresa  spagnola Urbaser, che nel 2010 ha vinto l'appalto per la costruzione delle due nuove linee di incenerimento a Ca' del Bue,  ha presentato un altro progetto che riguarda ancora  Ca' del Bue, inteso come complesso impiantistico in senso lato.

Parafrasando un celebre brano di De Gregori verrebbe da dire che "è dai particolari che si giudica un giocatore". Infatti, si noti l'interessante particolare: Urbaser/AGSM pubblicano sulla stampa, come peraltro da obblighi di legge,  il nuovo progetto da sottoporre alla Valutazione dell'Impatto Ambientale della Regione Veneto, in data 24 dicembre 2014, il giorno prima di Natale, quando la gente è per forza di cose distratta dalle imminenti feste natalizie: il fatto stesso di presentare un progetto, che avrebbe un impatto non proprio favorevole presso l'opinione pubblica, in un periodo di distrazione di massa, la dice lunga sull'intenzione dei proponenti di cercare di farlo passare inosservato. Nella storia  dell'amministrazione della cosa pubblica italica siamo purtroppo avvezzi a scaltrezze di questo genere !

Ma vediamo in sintesi in cosa consiste il nuovo progetto. E' il cosiddetto "revamping", cioè l'ammodernamento delle linee di digestione anaerobica degli scarti vegetali e della frazione organica del rifiuto solido urbano (in acronimo FORSU), attualmente già in funzione a Ca' del Bue, e di nuove linee di selezione, differenziazione e recupero di materiali.

Messo così, il progetto sembrerebbe un progetto virtuoso tendente alla massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti, ma a ben guardare si presenta invece come il classico cavallo di Troia che in maniera subdola tenta di spianare la strada al progetto delle nuove linee dell'inceneritore, attualmente in fase di stand-by.

Per l'ingegner Cigolini, torno a ripetere,  il nuovo progetto "non riguarda l'incenerimento", ma scorrendo solamente alcuni passaggi della documentazione che accompagna il progetto si legge "è prevista la futura possibilità dell'invio di Rifiuti Solidi Urbani (R.S.U.) residuali presso le nuove linee di combustione" (pag. 22 della Sintesi non tecnica).  E non è il solo passaggio in cui si afferma questo. Lapalissiano, quindi, no ?

Che il vero obiettivo di AGSM/Urbaser sia quello di proseguire sulla via dell'incenerimento,  comunque  e nonostante tutte le evidenze contrarie (diminuzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata, etc,), lo dimostra anche il fatto che, a detta di accreditate  fonti giornalistiche,  l'azienda municipalizzata scaligera pare abbia presentato una richiesta al Ministero dell'Ambiente perché  Ca' del Bue venga considerato un "impianto strategico di interesse nazionale",  con la possibilità quindi di poter bruciare rifiuti, anche pericolosi, provenienti da ogni angolo d'Italia fino al raggiungimento del suo massimo potenziale. In questa maniera Ca' del Bue rientrerebbe a tutti gli effetti nell'art. 35 del Decreto Sblocca Italia (emanato in novembre dal Governo, ndr) , avvalendosi in tal modo di una corsia preferenziale per la sua realizzazione.

Da tutto questo appare sempre più evidente come AGSM consideri Ca' del Bue non un impianto per rispondere alle esigenze reali del territorio, ma come un vero e proprio bancomat dal quale ottenere il massimo profitto possibile.

 

Fonte Gianni
Curatore Gianni
   

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Io pedalo ogni giorno

Elogio del muoversi più lento più dolce più profondo in bicicletta.

Tra i tanti possibili auguri di buon anno vogliano giungervi anche questi, un po’ strani, di buona mobilità.

Tutti noi ci “muoviamo” tanto, ogni giorno, per lavoro, per studio, per affetti, per tempo libero, per cause maggiori …, ma non sempre siamo consapevoli che anche questo nostro moto perpetuo è portatore di significati collettivi.   Scegliere di farlo usando una bici contribuisce a diffondere un messaggio intorno  a noi, che si espande come un silenzioso contagio. Pedalare richiede (non sempre) un po’ di tempo in più, di certo un tempo più lento che regala una calma preziosa, piena di pensieri e sensazioni; permette un punto di vista (dal basso) che evidenzia particolari che accompagnano il tuo occhio, più attento osservatore; dà modo di salutare a viva voce  chi si incontra,  magari fermandosi anche un solo attimo per rivolgergli una parola. Usare la bici non è solo una buona pratica per la salute individuale, è anche un gesto di bene comune, di rispetto e tutela dell’ambiente, è una scelta civica, ma anche politica. Ogni volta infatti che usiamo la bici contribuiamo un po’ a migliorare la nostra collettività, diamo un segnale ai nostri amministratori, spesso troppo occupati solo sulle esigenze dell’utente a motore.

 Voglio lasciarvi con un pensiero di incoraggiamento espresso dalla Presidente della FIAB, Giulietta Pagliaccio:

“Ognuno di noi ha lo straordinario potere di modificare la società: sono i comportanti di ogni giorno, le nostre scelte consapevoli che possono modificare l’economia, le imprese, la politica, la cultura.
Però dobbiamo essere tanti, sempre di più: ecco perché chiedo a voi di essere portatori sani di una nuova cultura della mobilità, perché molti altri possano essere “felicemente contagiati” dal vostro nuovo stile di vita.”

E chi volesse dare un segno più concreto a tale impegno può aderire come socio alla FIAB (Federazione Italiana Amici Bicicletta): http://www.fiabverona.it


Buon anno … in movimento!

Cristina Castagnetti

Fonte Cristina Castagnetti
Curatore Gianni
   

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Rendiamo più vivibile la nostra città

Per un lungadige Attiraglio più aperto a bici e pedoni.

L’associazione “Vicini a Parona” lancia in questi giorni una raccolta di firme per chiedere di chiudere per alcune ore in più il lungadige Attiraglio alle auto, a beneficio di una maggiore apertura a ciclisti, sportivi, e a tutti coloro che vogliono utilizzare questo luogo meraviglioso per passeggiare in tranquillità, lontani dai rumori, dai gas di scarico e dai pericoli delle auto.

Come noto infatti, da anni, la domenica, il lungadige Attiraglio resta chiuso al traffico motorizzato. La possibilità di usufruire di uno spazio sicuro e di grande bellezza attira in queste poche ore centinaia di famiglie e di cittadini di ogni età.

Da novembre ad aprile però il blocco al traffico si limita alla mattinata dei giorni festivi, mentre il lungadige al pomeriggio rimane aperto al traffico. Nei mesi invernali sarebbe invece ancor più importante poter contare su spazi vicini alla città per praticare attività fisica.

Il gruppo “Vicini a Parona”, in collaborazione con la Fiab, Amici della Bicicletta di Verona, chiede quindi che la chiusura al traffico in Lungadige Attiraglio sia estesa, nelle domeniche dei mesi invernali, anche ai pomeriggi, dalle 14,30 alle 17 e che nei mesi estivi sia sperimentata la chiusura al traffico anche al sabato pomeriggio, dalle 14,30 alle 19.

Inoltre le due associazioni segnalano nuovamente lo stato di abbandono in cui versa la pista ciclabile fra Parona e Ponte Catena, dato che mancano i controlli sui limiti di velocità consentita, che è diventata ormai invisibile la segnaletica orizzontale che delimita la già ristretta corsia ciclabile e che il fondo stradale è dissestato e presenta varie buche pericolose.

I volontari delle due associazioni saranno presenti nelle prossime domeniche mattina dalle ore 8.30 alle 12.30 nei pressi della diga del Chievo per raccogliere le adesioni dei cittadini ad una petizione da consegnare al Sindaco.

E’ inoltre possibile firmare on line da questo link 

VICINI A PARONA
Associazione di promozione sociale
 
Piazza del Porto 15B - 37124 Parona di Valpolicella - Verona
C.F. 93230130234
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte Associazione Vicini a Parona
Curatore Gianni
Immagine   Lungadige Attiraglio

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La Settima ribelle

Breve rivisitazione fantasiosa delle ultime vicende del quartiere di San Michele.

Forse anche a voi, in questi ultimi mesi, sarà capitato di chiedervi: "Cosa succede in Settima Circoscrizione? Perché ogni giorno c'è un nuovo folle progetto che incombe all'orizzonte?"

Ebbene forse una risposta si può trovare spostando lo sguardo un po' indietro nel tempo, più precisamente all'inizio del maggio del 2012, date delle le ultime elezioni comunali. Da quella tornata elettorale uscì grande trionfatore il sindaco uscente, confermato alla guida della città per altri cinque anni con un risultato della sua lista personale oltre ogni aspettativa che gli consentiva di avere un potere assoluto sia in comune sia in quasi tutti i parlamentini di quartiere: quasi, appunto. Sì, perché  smaltita la sbornia del successo il vincitore  si accorse che la sua vittoria non era completa, che uno degli otto feudi aveva osato ribellarsi: in Settima Circoscrizione non aveva la maggioranza.

Così il sindaco assoluto, rabbioso per questo affronto al suo potere e forse anche ferito nell'orgoglio per non aver visto il suo partito Personale sovrastare tutti gli altri, iniziò a preparare la  vendetta.

Per vincere una guerra è importante riuscire a distruggere l'economia del nemico. E così ecco la prima mossa del sindaco: un nuovo grande centro commerciale, da collocare vicino al parcheggio scambiatore della nuova filovia. Un'opera di cui nessuno sente il bisogno ma che avrà due effetti certi: farà a pezzi  l'economia locale fatta di piccoli negozi e porterà una marea di traffico di auto che renderà invivibile quella zona del quartiere!

Il fronte dei ribelli però non demorde e promette : "Lotteremo fino all'ultimo respiro!"

Colpito da questa resistenza, il sindaco assoluto studia la sua seconda mossa e subito gli viene l'illuminazione: come faranno a lottare fino all'ultimo respiro se non avranno più aria da respirare?  
"Bella idea, mio signore! Ma come fare ad avvelenare l'aria della Settima?" chiede uno dei Valvassessori.  "Semplice, "Risponde il sindaco, "Basta riattivare l'inceneritore di Ca' del Bue, anzi per sicurezza raddoppiamolo!"

La vendetta del sindaco assoluto si era così consumata. Il fronte ribelle, ormai  decimato, si arrese.

Un ultimo problema restava da risolvere al geniale stratega: dove mettere tutti i morti che la sua vendetta aveva provocato?

La mente del sindaco assoluto, si sa, è un vulcano di fantasmagoriche idee, e di fronte a questo problema prontamente ne partorisce un'altra, l'ennesima, la più pazza di tutte: costruire, sul terreno della lotta, sulle rovine dei ribelli, un grande cimitero futuristico alto oltre cento metri, così che si veda da lontano e faccia da monito per tutti coloro che oseranno ribellarsi. Un monumento che sazi le sue manie di grandezza, come un moderno arco di trionfo.

Fortunatamente nella realtà tutti questi progetti sono ancora sulla carta, anche grazie al coraggio e alla determinazione di quei ribelli che sono miracolosamente riusciti a bloccare, per ora, l'inceneritore.           

Ma occhi aperti e orecchie dritte, perché gli altri due folli progetti stanno già prendendo forma e ci sarà bisogno di tutti per provare a fermarli!

descantabauchi


Fonte Descantabauchi
Curatore Gianni
 Immagine Descantabauchi 

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Benvenuti al nord

Rifiuti: sistema malato anche a Verona e nel Veneto .

A conclusione della missione di tre giorni a Verona della Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti riceviamo  dalla senatrice del Pd Laura Puppato il comunicato stampa che segue. 

Dopo la tre giorni di  intenso lavoro di sopralluoghi e audizioni, finalizzato ad accertare gli illeciti nel settore della gestione dei rifiuti e avere il quadro del livello di malaffare in Veneto, ciò che emerge non è l'orgoglio atteso, ma la palese evidenza che, pur non avendo conferma di pesanti infiltrazioni mafiose, una rete, un sistema malato si è impadronito anche di un pezzo della nostra regione.

E questo spesso in salsa Veneta, con pericolosi affondi nelle Pubblica Amministrazione, in particolare in Regione, dove non si è fatta pulizia come si sarebbe dovuto fare dopo la vergogna del caso Fior e proprio per questo, vien da pensare, con ampie connivenze in politica.

Il Veneto  resta la prima Regione italiana per la raccolta differenziata e questo grazie ai consorzi dei sindaci che hanno lavorato con determinazione per raggiungere standard nordeuropei e non certo grazie agli assessori regionali Chisso e Conta. E' per questo che le nostre attese erano di tutt'altro tenore. Il Corpo Forestale dello Stato e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri hanno indicato in modo chiaro come la nuova frontiera del rischio siano lo smaltimento dei rifiuti tossici e la movimentazione della terra e degli inerti, correlata alla realizzazione delle opere pubbliche. Significativi anche i sopralluoghi alle discarica di Ca' Felissine a Pescantina la quale, nata negli anni 90, ha visto peggiorare in modo progressivo il suo impatto ambientale fino all'inarrestabile percolamento in falda e all'impianto eterno incompiuto di Ca' del Bue,  che la Regione continua a  ritenere utile nonostante l'evidente fallimento e  le decine di milioni di euro spesi. Sempre senza responsabili.  

 Laura Puppato - senatrice PD e componente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti 

Fonte Laura Puppato
Curatore Gianni
   

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Due documenti in direzione ostinata e contraria

Il messaggio per la Giornata per la Custodia del Creato e il Decreto "Sblocca Italia".

Da nove anni  la Chiesa Italiana celebra il 1° di settembre  la giornata per la Custodia del Creato.

Il messaggio di quest'anno si apre con le tremende parole del profeta Osea: “Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette adulterio, tutto questo dilaga e si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo; persino i pesci del mare periscono” (Os 4,2-3).

Sembrano parole scritte per i nostri tempi che raccolgono tante dolorose analisi e lo smarrimento che vivono molti territori inquinati in Italia e nel mondo. Se infatti viene spezzata l’armonia creata dall’alleanza con Dio, si spezza anche l’armonia con quel giardino in cui Dio ha collocato l’uomo, fin dall’inizio, "perché lo custodisse e lo lavorasse".

Nel cuore del messaggio si afferma in maniera perentoria: "La custodia della terra ci chiede di amarla, vigilando con matura consapevolezza. La terra ci appartiene. Tutti siamo chiamati a questo compito. Si tratta di concretizzare quella conversione ecologica che ci porta a ritrovare il gusto per la bellezza della terra e lo stupore davanti alle sue meraviglie".

"Ma da qui, anche la capacità critica per cogliere le ingiustizie presenti in un modello di sviluppo che non rispetta l’ambiente perché la custodia del creato è fatta anche di una chiara denuncia nei confronti di chi viola quest’armonia del creato. È una denuncia che spesso parte da persone che si fanno sentinelle dell’intero territorio, talvolta pagando di persona. Siamo loro profondamente grati, perché ci hanno insegnato un metodo: ci vuole sempre qualcuno che, come sentinella, coglie per primo i problemi e rende consapevole tutta la comunità della gravità della situazione".

Peccato che, in coincidenza con la Giornata per la Custodia del Creato, dal governo Renzi arrivino segnali che sembrano andare in direzione opposta. Il tanto discusso Decreto "Sblocca Italia", fra le tante altre cose che contiene, rilancia di fatto gli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, che in quanto a inquinamento, come  sappiamo, problemi ne creano parecchi. L'articolo 10 del Decreto così  infatti prevede: "entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero e di incenerimento dei rifiuti urbani esistenti o da realizzare" che  "costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale".

 Non vorremmo che l'inceneritore di Ca' del Bue cacciato dalla porta, rientrasse ora dalla finestra grazie a Renzi e al Decreto "Sblocca Italia" !

Fonte Gianni
Curatore Gianmarix
Foto Gianni

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La quiete ritrovata

Affossato il progetto della pista di motocross a Ca' del Bue.

Con i primi temporali di agosto arriva fresca fresca la notizia che la pista di motocross sull'area adiacente a Ca' del Bue non s'ha da fare e non si farà dato che la ditta proponente, la Ca' del Bue Park A.S.D., ha definitivamente rinunciato al progetto. E' stato un braccio di ferro lungo diversi anni  fra i sostenitori della pista da motocross e quelli che fieramente la avversavano a cominciare da quando, nell'ormai lontano 2007 la pista, nonostante mancasse delle autorizzazioni prescritte, fu inaugurata in pompa magna dall'allora Assessore allo Sport del Comune di Verona, Federico Sboarina.

Alla fine della fiera le criticità segnalate dagli oppositori al nuovo progetto di una pista da motocross inserita addirittura nel Piano degli Interventi, criticità relative in particolare agli aspetti paesaggistici (la vicinanza ad una area S.I.C - Sito di Interesse Comunitario) e alle problematiche delle emissioni acustiche, hanno avuto il sopravvento. Alla richiesta della Provincia inviata nel marzo scorso alla società proponente di presentare entro i termini previsti uno studio di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), nel quale dovevano essere descritti gli impatti rilevanti a medio e lungo termine, permanenti e temporanei, non è stato dato alcun seguito, e, quindi, il progetto è stato automaticamente affossato.

Ora là (circa 50 mila mq.), dove doveva sorgere la pista, sono scomparse le cunette artificiali a suo tempo costruite, rimosse le strutture funzionali alla pista, il terreno di nuovo livellato, e un bel campo di mais fa bella mostra di sè. 

Strano a dirsi, la natura e il buon senso hanno, una volta tanto, avuto la meglio sugli interessi speculativi dei soliti noti.

     

Fonte Stefano Vallani
Curatore Gianni
Foto Stefano Vallani

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Ultimatum della Soprintendenza ad AGSM

La Corte di Ca' del Bue lasciata andare in rovina.

Mentre i vertici di AGSM si pavoneggiano sul gran balzo dei ricavi dell'azienda, arriva una tegola sulla municipalizzata da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Verona Vicenza e Rovigo.

La  Soprintendente, arch. Gianna Gaudini, su segnalazione dell'Associazione "Cittadini per la Tutela del Territorio di Verona est" (CTT),  scrive  in data 9 giugno ad AGSM in merito al degrado in cui versa la corte di Ca' del Bue di proprietà della stessa municipalizzata,  chiedendo "un piano di intervento urgente atto a ridurre il degrado e il rischio di perdita di elementi  architettonici e strutturali", con particolare riferimento alla chiesetta di sant'Anna dall'inusuale campanile a cipolla.

 In base al Decreto Legislativo n°  42 del 22 gennaio  2004, infatti,  il proprietario di un bene immobile  costituente un bene storico, come è il complesso seicentesco della Corte di Ca' del Bue,  ha l'obbligo conservativo dello stesso e non può, quindi, permettersi il lusso di lasciare andare in rovina il bene di proprietà, perché è un bene di cui tutti possono in qualche modo godere.

Vedremo se la lettera della Soprintendenza con carattere di urgenza basterà a smuovere tanto  le acque da indurre  l'AGSM a reperire i fondi necessari per procedere alla manutenzione del complesso della corte di Ca' del Bue, dopo decenni di incuria e abbandono.

  

Fonte Gianni
Curatore Gianni
Foto Gianni

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Ca' del Bue storica

La Repubblica tutela, la Città dimentica.
 


Complesso seicentesco della Corte di Ca' del Bue di proprietà AGSM Verona  SpA  sotto vincolo diretto della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici  delle province di Verona Rovigo e Vicenza. 

Questo sfacelo si commenta da solo...

Nel frattempo ci è giunta la testimonianza di un lettore. Queste foto eccezionali, eseguite con un cellulare, risalgono a diversi anni fa, quando il sito era ancora accessibile.



Fonte Gianni
Curatore Gerico