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Come nella Terra dei Fuochi

Ci ruma cata ossi. Anche da noi.

Ma noi abbiamo amministratori responsabili e un senso civico diffuso; e tante eccellenze alimentari legate ad un territorio gelosamente curato e custodito!...

E' stato bello cullarsi in questa illusione, finché al TG locale nei giorni scorsi hanno dato una  traumatica notizia:  19 imprenditori, residenti tra Verona e Milano, sono indagati perché hanno riempito di rifiuti di vario genere, cadaveri compresi, otto discariche abusive dislocate in provincia di Verona.

Una bomba di notizia e poi niente.

Niente nomi di questi imprenditori, delle loro aziende, degli autotrasportatori; niente inchieste giornalistiche che chiariscano la localizzazione dei siti, la tipologia dei terreni, le responsabilità dei proprietari, le azioni dei comuni e dell'ARPAV.

Ma come ha fatto a diffondersi, anche da noi, la scellerata abitudine di distruggere l'ambiente che ci dà vita, nell'indifferenza generale?

"La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia." (Laudato si' n. 21).

Perché  non chiediamo con forza alle autorità politiche e religiose di fare di più in questo ambito, ciascuno per quello che gli compete?

Se cominciasse qualche giornalista del quotidiano locale a fare una inchiesta vera sul marcio intorno a noi, forse molti cittadini alzerebbero la testa , si guarderebbero di più intorno e farebbero azioni di cittadinanza attiva per il bene comune.

Verona ne ha molto bisogno, non vi pare?

Autore/Autrice Marisa
Curatore/Curatrice Marisa
   

I "quattro sassi" della corte di Ca' del Bue

Sempre più evidente lo stato di degrado della corte storica.

Non sarà certo famosa come il Big Ben di Londra il cui restauro, come si legge sui giornali in questi giorni,  è previsto in 55 milioni di Euro, ma anche la Corte di Ca' del Bue ha la sua dignità storico-culturale per la storia del nostro territorio. Secondo i documenti  della Soprintendenza la corte risale alla  prima metà del  1600 e nel corso dei secoli ha sempre rivestito  un ruolo nevralgico nel sistema organizzativo dell'economia agricola della zona,  mentre la chiesetta con il caratteristico campanile dalla cupola  a cipolla risale al 1824 in piena dominazione austriaca .

Viste le sue peculiarità storico-culturali, con  provvedimento ministeriale del  26 agosto 1988  la Corte di Ca' del Bue è stata posta sotto vincolo diretto della Soprintendenza  e in base a questa  disposizione rientra a pieno titolo negli obblighi di legge previsti dal Decreto Legislativo n° 42 del 2004, che prescrive l'obbligo conservativo ai proprietari  non solo per quanto ne riguarda la  manutenzione , ma anche il  restauro in caso di perdita dell'integrità del bene culturale.

Ora,  da metà degli anni ottanta la Corte di Ca' del Bue è proprietà dell' Azienda Generale dei Servizi Municipalizzati (A.G.S.M.) che secondo i progetti originari doveva adibirla "ad una sede di istituto di ricerca e di una scuola di formazione e informazione per managers dell'energia e dell'ambiente" (dichiarazione del Presidente AGSM Pietro Albertini su "AGSM notizie"  del dicembre 1991, in appoggio al costruendo nuovo inceneritore.

Anche al più distratto passante non sfugge tuttavia l'incuria e il senso di abbandono che domina nella corte di Ca' del Bue: degrado, sporcizia,  cartelli che avvisano del pericolo di crolli. Questo desolante  stato di cose  è stato segnalato dall'Associazione "Cittadini per la Tutela del Territorio di Verona Est" (CTT) a partire dal  2010 alla Soprintendenza di competenza, la quale si è attivata nel  2014 inviando alla proprietaria AGSM una lettera in cui si chiede la presentazione di un piano urgente di intervento "atto a ridurre il degrado ed il rischio di perdita di importanti elementi archittetonici e strutturali"  entro il termine di  120 giorni.

Da allora, giugno 2014, alla Soprintendenza, nonostante i ripetuti solleciti  non è pervenuto nulla di quanto richiesto  da parte di AGSM, in tutt'altre faccende affaccendata.

Con un degrado ogni giorno sempre più avvilente ed evidente ci è lecito rimanere insensibili al disinteresse, e alle inadempienze, che le istituzioni dimostrano verso una testimonianza significativa del passato del nostro territorio?

 

Autore/Autrice Gianni
Curatore/Curatrice Gianni
Foto Gianni

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Il mostro di Lag-Ness

Sotto il lago si muove qualcosa....

Il nostro socio Giuseppe Campagnari ha voluto proporci, in un breve riassunto illustrato redatto sul suo sito respirablog.org, quanto è avvenuto sotto il lago negli ultimi quarant’anni.

I veronesi forse non sanno in che cosa esattamente si immergono quando decidono di farsi un bagno (o forse lo sanno ed è proprio per questo che si limitano ad osservare divertiti dalle rive i tedeschi). Sembra che dicano: "Per una volta nella m… non siamo immersi soltanto noi"!

Purtroppo, da qualunque parte ci si giri, c’è una storia di disagio ambientale. Non è colpa nostra se poi ci tocca di raccontarlo.

In ogni caso, dopo le performance non stupende del collettore concepito negli anni settanta, ci si prepara ad un nuovo esperimento. Sarà realtà o nuova narrazione? La cosa importante, visto che il lago è parte fondamentale dell’economia veronese, è non fare finta di niente e non sbagliare di nuovo... 

Cliccate su LINK per leggervi la storia.

     

Autore/Autrice Giuseppe Campagnari
Curatore/Curatrice Gerico
   

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Ca' del Bue: una necessità o un affare economico?

Un dubbio che gli ultimi avvenimenti non sciolgono.

Come ogni buon vulcano che si rispetti, anche Ca' del Bue si sveglia di quando in quando dal suo letargo e fa parlare di se, seminando in giro preoccupazione e paura.

Tramontata l'ipotesi di incassare i contributi governativi (i CIP6), più o meno una cinquantina di milioni di euro e vistasi ridurre dal Piano Regionale dei Rifiuti la quota annua di rifiuti da bruciare, da 190 mila a 150 mila tonnellate, in soldoni circa 5 milioni di euro in meno all'anno, Urbaser, l'impresa spagnola assegnataria del bando, starebbe cercando di sfilarsi dal progetto dell'inceneritore di Ca' del Bue.  Per  arrivare a questo obiettivo, Urbaser ventilerebbe l'idea di avanzare ad AGSM la richiesta di risarcimento di tre milioni di euro, pari al 2,5 % del costo iniziale del progetto previsto nel bando (118 milioni di euro). Cifra, comunque, ben lontana da quella che il sindaco Tosi aveva ipotizzato nella lettera alla Regione del 13 agosto 2012 quando aveva quantificato il costo per il ritiro del progetto da parte di Urbaser: "nell'ordine stimato di 9 milioni di euro tra penali per mancato guadagno e costi di progettazione sostenuti". Pagando la penale di tre milioni a mo' di risarcimento, AGSM entrerebbe, quindi, a pieno titolo in possesso del progetto del nuovo inceneritore predisposto da Urbaser e l'impresa spagnola sarebbe in tal modo liquidata. Poi, se AGSM lo ritenesse economicamente opportuno, potrebbe realizzare il progetto in autonomia oppure emanando un altro bando.

Nel frattempo il PD locale cerca affannosamente di correre ai ripari, nel  tentativo di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, grazie a Matteo Renzi e al suo Sblocca Italia. Ha così preparato un documento in vista della Conferenza Stato Regioni del 9 settembre p.v. per dimostrare l'inconsistenza, conti alla mano, dell'ipotesi del progetto di un nuovo inceneritore a Verona.

Di fronte a questi infiniti balletti, i cittadini di Verona e gli amministratori che hanno a cuore il futuro della città dovrebbero porsi con forza  la  domanda: l'inceneritore è una necessità per i rifiuti della città oppure, Ca' del Bue, come titolava il giornale cittadino in prima pagina il 26 agosto scorso, è solo  un problema di convenienza  economica?

Se si tratta semplicemente di una questione economica, la domanda nasce spontanea, che prezzo possiamo dare alla nostra salute?

Autore/Autrice Gianni
Curatore/Curatrice Gianni
   

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CA' DEL BUE: un capolavoro di ingegneria politica

Ca' del Bue rinasce dalle sue ceneri grazie allo Sblocca Italia.

Ora è ufficiale: Ca' del Bue "finalmente" si potrà fare!

Con il decreto attuativo emanato il 29 luglio scorso in esecuzione dell'art. 35 della Legge 11 novembre 2014, n° 164, (conversione in legge del Decreto Legge 133/2014 meglio noto come "Sblocca Italia") il governo renziano ha deciso  di dotare l'Italia di 12 nuovi inceneritori per far fronte al problema dello smaltimento dei rifiuti. Uno dei  dodici ("uno dei dodici" non vi  ricorda per caso qualcosa che riguarda la storia di un tradimento...?) nuovi inceneritori dovrà essere costruito in Veneto perché, come recita il decreto a pag. 48,"gli elevati fabbisogni di incenerimento residuo e l'elevata produzione di rifiuti determinano l'esigenza di localizzare sul territorio regionale (del Veneto ndr) un impianto di incenerimento di 150 mila tonnellate/anno".

Rammentiamo, a questo proposito, che il Consiglio Regionale del Veneto, il 30 aprile scorso nell'ultima seduta utile prima dello scioglimento, ha approvato il Nuovo Piano Regionale dei Rifiuti che prevede di costruire un nuovo inceneritore con una capacità di smaltimento proprio di 150 mila tonnellate/anno a Ca' del Bue. A volte le coincidenze!!!

Rientrando così nella fattispecie prevista dal Articolo 35, comma 1, della legge 11 novembre 2014, n. 164 Ca' del Bue diverrà un "insediamento strategico di preminente interesse nazionale" con il dimezzamento dei tempi  per le procedure previste per la valutazione dell'impatto ambientale.

Così l'inceneritore di Ca' del Bue, pervicacemente perseguito dall'amministrazione veronese di centro destra, sarà realizzato grazie alle direttive nazionali emanate dal centro sinistra: un capolavoro di "ingegneria" politica indubbiamente.

Perciò: fiato alle trombe, Turchetti, il Rischiatutto va a ricominciare!

     

Autore/Autrice Gianni
Curatore/Curatrice Gianni
Foto Gianni

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Avviato il servizio di vigilanza privata alle Basse

Partita l'operazione "Oci verti a Casteon".

I residenti delle Basse di san Michele, stanchi di essere bersagliati da ripetuti  episodi di furti nelle case, si sono rivolti a un servizio di vigilanza privata per garantirsi un po' più di tranquillità. Per assicurarsi  Il servizio, attivo dal mese di luglio, ogni famiglia aderente (quasi centocinquanta, al momento) ha dovuto  versare una quota di partecipazione.  

Quindi oltre a IMU, TASI, TASI, e  via tassando  i residenti delle Basse devono sobbarcarsi  una ulteriore  gabella. D'accordo che l'adesione al servizio è su base volontaria, ma  garantire la sicurezza del territorio non dovrebbe essere già un compito delle istituzioni mantenute dai tributi che i  cittadini normalmente pagano ?

Ora, a cose fatte, e visto il successo dell'iniziativa, popolarmente conosciuta come "Oci verti a Casteon", da parte di qualche istituzione politica della Settima Circoscrizione ci sarebbe la voglia di metterci il cappello sopra: una cattiva abitudine che la politica italiana fa fatica ad abbandonare.

 

 

Autore/Autrice Gianni
Curatore/Curatrice Gianni
   

Buon compleanno, FLAVIO

Regali di compleanno.


Caro Flavio, per la ricorrenza del tuo compleanno  il P.F.O. (Partito Furtivo di Opposizione) ha pensato di farti qualche bel regalo.

Come sicuramente ricorderai, già alla fine del mese di aprile, ti è stato fatto un anticipo di regalo, quando con l'approvazione del Piano Regionale dei Rifiuti ti è stato messo su un piatto di argento l'inceneritore di Ca' del Bue a cui tu tieni tanto.

Ora, in concomitanza con la data del tuo compleanno che cade il 18 giugno, il P.F.O. (Partito Furtivo di Opposizione) vuole fare ancora di più: ti piacerebbe che togliessimo di torno quell'acerrimo avversario che in Consiglio Comunale quale Capogruppo del P.F.O. ti marca stretto stretto ed è troppo propenso al ruolo "destruens", uno che parla di temi poco entusiasmanti quali ambiente e malavita, insomma uno alla "De Santis"? Se sei d'accordo, lo sostituiamo con uno più "construens" che ti lascia andare in gol senza problemi.

Caro Flavio, buon compleanno!

Autore/Autrice Gianni
Curatore/Curatrice Gianni
   

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Circuito virtuoso

Raccogliamo idee per il riuso intelligente di cose rottamande.

Una carriola vecchia di legno, tarlata, pesante, brutta è emersa dal fondo di un ricovero attrezzi in disuso.

Prima idea rottamarla. Ma probabilmente l'aveva fatta il nonno con le sue mani e buttarla via era un po' come disprezzare lui, che non c'è più, e la sua grande abilità manuale.

Si accende una lampadina: la carriola riempita di terra e di fiori potrebbe trovare posto in giardino, a coprire un tombino di cemento che dà fastidio in mezzo al verde. Il risultato splende di colori e sa di buono.

Non durerà in eterno, ma la vecchia carriola qualche altra stagione di vita se l'è guadagnata, regalando bellezza  e allegria.

Fonte Marisa
Curatore Marisa
Foto Gianni

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Il Consigliere Vartolo (Lega Nord) si schiera contro l'Inceneritore

Assemblea pubblica su Ca' del Bue in Circoscrizione.

Mercoledì 29 aprile presso la Sala Consiliare di Piazza del Popolo si è svolta l'assemblea su "Stato dell'arte dell'inceneritore di Ca' del Bue e  prospettive di sviluppo della raccolta differenziata", organizzata dai Consiglieri di Circoscrizione, Maria Cristina Mosconi per il PD, e Giovanni Tezza  per il M5S. L'incontro  ha visto la presenza fra il pubblico anche dei Consiglieri di Circoscrizione Zanini e Zangrandi del PD, e Zenoni del M5S, mentre al tavolo era presente, se non altro per dovere istituzionale, anche  il Presidente della Settima Circoscrizione, Nicola Carifi.

Invece, nonostante le lettere di convocazione fossero state inviate più di un mese fa, i dirigenti di AGSM e AMIA hanno preferito declinare l'invito, come anche desolatamente vuota appariva la sedia assegnata al sindaco Tosi, in tutt'altre faccende affaccendato: un'altra occasione persa per le istituzioni per un confronto aperto con i cittadini sul tema scottante proposto nell'assemblea pubblica.

Molto interessante e ricca di spunti è stata l'esposizione, in particolare, dell'Assessore all'Ecologia di Sommacampagna, il comune più "virtuoso" dell'intera Provincia, che in pochissimi anni con una serie di iniziative mirate è riuscito a raggiungere la percentuale dell'82 %  di raccolta differenziata, mentre, per fare un esempio, il comune di Verona langue attorno al 50 %.

A metà serata ha raggiunto l'assemblea anche il Consigliere di Circoscrizione della Lega Nord, nonché vice presidente di Circoscrizione, Francesco Vartolo, il quale, sorprendendo il pubblico presente, nel suo breve intervento si è schierato contro il progetto dell'inceneritore, affermando senza mezzi termini che è una scelta sbagliata per la risoluzione del problema dei rifiuti.

Tutte le conversioni sulla via di Damasco sono bene accette, malgrado sia tempo di elezioni. Più modestamente, l'impianto si trova su via Matozze 59/A, ma va bene lo stesso... 

Fonte Gianni
Curatore Gianni
   

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Le sette vite di Ca' del Bue

Approvato in zona Cesarini il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti.

Un anno fa, allorché il TAR del Lazio aveva bocciato la concessione degli incentivi governativi al nuovo inceneritore di Ca' del Bue, c'era stato  chi con sollievo aveva intonato il "De profundis" sul tribolato progetto: ma, come in tanti avevano allora messo in guardia, era un festeggiamento prematuro. Ora il nuovo Piano regionale dei rifiuti approvato nei giorni scorsi prevede ancora l'inceneritore di Verona, per la gioia di chi l'ha sempre voluto.

Ca' del Bue sembra proprio non voler morire mai!

Mercoledì scorso, in una delle sue ultime sedute, il Consiglio regionale ha approvato in gran fretta il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti: la fretta dei consiglieri era dovuta al fatto che la mancata adozione del Piano avrebbe comportato  l'avvio della procedura di infrazione nei confronti della Regione Veneto da parte della Commissione Europea con inevitabili sanzioni. Ma la fretta, si sa, spesso è cattiva consigliera.

Nel nuovo Piano, infatti, figura da una parte il nuovo inceneritore di Ca' del Bue, seppure depotenziato a 156 mila tonnellate annue di rifiuti da bruciare, a fronte delle 190 mila tonnellate inizialmente previste. Dall'altra parte è stato approvato un emendamento che prescrive l'obbligo del raggiungimento di una percentuale  del 76 % di raccolta differenziata entro il 2020. Ma, come la storia insegna, le due cose non vanno a braccetto, perché una raccolta differenziata spinta sottrae il carburante essenziale a un inceneritore, tanto da farlo risultare alla fine antieconomico con inevitabili ricadute sulla tassa dei rifiuti. Sorge allora spontanea una domanda: il divario di rifiuti da destinare a Ca' del Bue non sarà colmato da un eventuale conferimento di rifiuti speciali, che sono in quantità enormemente maggiore rispetto ai  rifiuti urbani? E' lecito sospettarlo anche se in sede di approvazione del Piano non si è avuto il coraggio di ufficializzare questa eventualità.

E' interessante notare come i due quotidiani più diffusi in città danno la notizia dell'approvazione del Piano Regionale dei rifiuti: il Corriere del Veneto titola "Stop a nuovi inceneritori e discariche", mentre l'Arena titola "Sì al piano rifiuti, c'è anche Ca' del Bue". Signore e signori, l'informazione è servita!

Ora i dirigenti di AGSM, forti dell'imprimatur della pianificazione regionale, avranno  tutto  l'agio di pretendere l'inserimento di Ca' del Bue nella fattispecie delle infrastrutture previste nell'art. 35 del decreto "Sblocca Italia", che in quanto "insediamento strategico di preminente interesse nazionale" potrebbe godere di una corsia preferenziale per la sua realizzazione. A botta calda, i vertici di AGSM, forse euforici per la buona notizia, hanno già messo le mani avanti, affermando che la percentuale di raccolta differenziata al 76% prevista nel Piano è improponibile: questi signori, tuttavia, non tengono conto del fatto che essendo questo obiettivo un obbligo di legge, e non un mero auspicio del legislatore regionale, dovrà come tale essere rispettato.

Fonte Gianni
Curatore Gianni
   

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