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L'infinita commedia della discarica di Ca' Filissine

CONFERIRE ANCORA PER BONIFICARE: NO, GRAZIE!

Ospitiamo un intervento di Sinistra Italiana di Verona sulla storia senza fine della discarica di Ca' Filissine a Pescantina.

Da giorni esponenti del PD veronese affermano che finalmente il governo nazionale si è ricreduto e che avrebbe deciso (comitato interministeriale per la programmazione-cipe) di finanziare con 65 milioni di euro la bonifica della discarica di Ca' Filissine a Pescantina, sito pericoloso, sotto sequestro da circa 10 anni da parte della magistratura. Era ora. Non può durare ancora a lungo una situazione ambientale così degradata con grave pericolo per la salute delle persone e dell'ecosistema. Se tale notizia dovesse essere confermata da un qualche atto ufficiale vanno sottolineate alcune cose:

1°) così si può procedere direttamente alla bonifica della discarica azzerando il progetto del comune di Pescantina che per arrivare alla bonifica pretendeva di conferire ancora 1.700.000 tonnellate di rifiuti in un sito gravemente compromesso ed inquinato (come avevamo indicato ufficialmente con le osservazioni inviate alla Regione come SEL Verona);
2°) occorre procedere subito in maniera ottimale ad una radicale bonifica per evitare che si determinino situazioni ancora più inquinanti nei terreni circostanti e nelle falde freatiche; 
3°) tutto ciò non deve escludere la messa in atto di più efficaci iniziative di rivalsa nei confronti di chi, come la Daneco ed altri responsabili, ha provocato danni così rilevanti alle persone ed alla natura. Non è accettabile, nemmeno con le discariche, la regola che  gli ingentissimi profitti restino ai privati e che i gravi danni alla salute e all'ambiente siano pagati dalla collettività.

Infine invitiamo le istituzioni preposte, Comune di Pescantina, Provincia, Regione Veneto e rappresentanze governative a coordinarsi il prima possibile affinché siano accertati gli eventuali finanziamenti e, se confermati, diano inizio, nei modi e nelle procedure migliori, alla attesissima bonifica della discarica di Ca' Filissine a Pescantina.

Sinistra Ecologia Libertà - Sinistra Italiana di Verona
Vincenzo Genovese, Forum Ambiente,
Giorgio Gabanizza, coordinamento provinciale,
Rinaldo Zivelonghi, coordinamento zona Valpolicella

A cura di Gianni Giuliari - Redattore di GericoTV

Una nomina che fa acqua da tante parti

NICOLA DELL'ACQUA NOMINATO RESPONSABILE ARPAV

Nulla da eccepire sulle qualità ed esperienze professionali dell'agronomo Nicola Dell'Acqua, appena nominato dalla Giunta regionale Commissario Straordinario di ARPAV, l'agenzia per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto. Adesso si rimane in attesa che il Consiglio Regionale ratifichi la sua nomina a Direttore Generale dell'Agenzia. D'altra parte il curriculum del dottor Dell'Acqua sembrerebbe di tutto rispetto: tanto per citarne uno soltanto, l'incarico di Direttore della Protezione Civile nazionale conferitogli dall'allora Responsabile del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e rinnovatogli dal successivo Responsabile del medesimo Dipartimento, Franco Gabrielli.

Nulla da eccepire, quindi, sui titoli di merito che legittimano la nomina del dottor Dell'Acqua in un ruolo così strategico riguardo la protezione ambientale della Regione Veneto. Se mai qualcosa da eccepire sul piano dell'opportunità di questa nomina.

Fra gli altri attuali incarichi del dottor Nicola Dell'Acqua di Castelnuovo del Garda vi è quello di componente della Commissione V.I.A. Regionale, la squadra dei nove tecnici esperti che hanno il compito di verificare la compatibilità ambientale dei progetti secondo quanto previsto dal D. Lgs. 152/2006 e modifiche successive. Uno degli ultimi progetti su cui la Commissione, e con essa ovviamente anche il dottor Dell'Acqua, è stata chiamata a valutare, è il progetto n° 46/2012 l' "impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, con operazioni di recupero e smaltimento. Delocalizzazione dell'impianto esistente con contestuale introduzione di varianti sostanziali" proposto dalla ditta Adige Ambiente s.r.l. a san Martino Buon Albergo e sulla discutibile bontà del quale anche sulle pagine di questo blog si è più volte dibattuto.

Come ormai è noto, il progetto originario (anno 2012) della Ditta Adige Ambiente era stato redatto dallo Studio Dell'Acqua e Associati di Castelnuovo del Garda, Studio, a meno che si tratti di un singolare caso di omonimia, che sembrerebbe avere qualche addentellato con il dottor Nicola Dell'Acqua. Ora, nella seduta del 1° giugno c.a. il progetto di Adige Ambiente ha ottenuto il parere di compatibilità ambientale da parte della Commissione V.I.A., subordinando tuttavia il parere positivo al fatto che la Giunta Regionale approvi una variante all'art. 49 del P.A.Q.E. (Piano d'Ambito del Quadrante Europa) che in linea di principio escluderebbe già in partenza la presenza di un impianto come quello proposto da Adige Ambiente in un'area di ricarica di acquiferi. Le ragioni del tutto discutibili addotte per giustificare questa variante è che essa si può annoverare "tra quelle che non incidono sulle caratteristiche essenziali e sul disegno generale del P.A.Q.E". Ora la parola passa alla Giunta Regionale che dovrà pronunciarsi solamente dopo aver acquisito il parere favorevole della Seconda Commissione consiliare ai sensi e per gli effetti dell'art. 25 della Legge Regionale n° 11/2004. Perché questo accanimento terapeutico nel voler piegare la legge vigente ai fini di soddisfare le richieste di una ditta privata?

In tutto questo susseguirsi di percorsi intrecciati, per non cadere nella qualunquistica tentazione di affermare con Amleto "c'è del marcio in Danimarca!", corre l'obbligo della domanda: al di là delle competenze strettamente professionali del Dell'Acqua, è tanto inverosimile ritenere che la sua nomina a Commissario Straordinario di ARPAV possa suscitare qualche sgradevole conflitto d'interesse?

La Redazione di GericoTV 

Se la legge lo vieta, si cambi la legge!

IL PROGETTO DI ADIGE AMBIENTE A SAN MARTINO BUON ALBERGO



Ospitiamo un intervento dei rappresentanti del Partito Democratico veronese sulla questione del progetto di Adige Ambiente a san Martino Buon Albergo, in cui si mette in evidenza in particolar modo l'intento da parte della Regione Veneto di modificare l'art. 49 del PAQE (Piano di Area del Quadrante Europa) che allo stato attuale impedirebbe un progetto del genere.



Stefano Vallani - Maria Cristina Mosconi - Carlo Pozzerle




 

Quando l'italiano è un'opinione

APPROVATO IL NUOVO PROGETTO DI ADIGE AMBIENTE A CA' VECCHIA

Quasi assumendo un atteggiamento di ostentata indifferenza verso le normative in vigore, la Commissione Regionale V.I.A. (Valutazione dell'Impatto Ambientale) ha approvato all'inizio del mese di giugno  il progetto della società Adige Ambiente srl a San Martino Buon Albergo "di delocalizzazione dell'impianto esistente con contestuale introduzione di varianti sostanziali per lo stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e non con operazioni di recupero e smaltimento".  A questo punto la società bresciana ha ottenuto il via libera per costruire un nuovo impianto di trattamento di rifiuti, a circa un centinaio di metri a sud est, verso Campalto, rispetto all'attuale impianto incuneato fra le colline nere della discarica di Ca' Vecchia.

Eppure c'erano tutte le premesse perché il progetto venisse bocciato: la nuova legge sullo stop del consumo di suolo agricolo, il divieto di costruire impianti di trattamento rifiuti nella fascia di ricarica degli acquiferi ai sensi dell'art. 49 del PAQE (Piano d'Area del Quadrante Europa) in vigore dal 1999 e il fatto che il  progetto non è un ampliamento dell'esistente, ma un vero e proprio nuovo impianto che in un area con le caratteristiche siffatte non avrebbe alcun legittimo motivo di esistere. Tutte osservazioni sulle criticità del progetto che i comuni interessati e le associazioni ambientaliste nei termini e nei tempi stabiliti dalla legge avevano presentato al settore Ambiente della Regione Veneto competente, ma che , a quanto pare,  non sono servite a bloccare l'iter del  nuovo impianto. "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?" ci ricorda  il divino poeta. E infatti, nonostante tutte le evidenze contrarie, Adige Ambiente ha ottenuto il benestare dalla Commissione regionale preposta.

Una delle questioni più dibattute era se il progetto in questione fosse da considerarsi un ampliamento dell'impianto esistente o se invece si trattasse di un vero e proprio nuovo impianto, cosa vietatissima, ripeto, in quell'area. Visto che il nuovo impianto avrà una superficie coperta di 17 mila mq. rispetto ai 4 mila mq. allo stato attuale, logica direbbe trattarsi di un nuovo impianto.  Giusto ragionando per analogia,  quando si è pensato di rilanciare il settore dell'edilizia privata nel 2008,  il decreto legislativo n° 112, il cosiddetto Piano Casa,  aveva previsto la possibilità di un aumento di cubatura del 20%  rispetto all'edificio esistente. In questo caso, invece,  si è verificato esattamente il contrario: un aumento di cubatura di  quattro volte e più rispetto all'esistente. Quindi ci si domanda come si possa parlare di ampliamento dell'impianto esistente, quando lo si "delocalizza"  di un centinaio di metri aumentandone nel contempo la cubatura di più di quattro volte! Il significato delle parole, evidentemente, non è così univoco e si presta a diverse interpretazioni...

Ma forse la cosa diventa più comprensibile quando poi si pensa che fra i nove tecnici esperti della Commissione Regionale V.I.A., nominati dalla Giunta della Regione Veneto,  figura un componente  che  porta lo stesso cognome  del titolare dello Studio dell'Acqua e Associati di Castelnuovo del Garda, che nel 2012 ha redatto il progetto originario  del nuovo impianto per conto di Adige Ambiente.  Uno strano caso di omonimia? C'è poi un'altra stranezza da mettere in evidenza:   la stesura  definitiva del progetto (versione dicembre 2015) appare  elaborata dalla ditta Georicerche srl che pure ha la sede legale in via dell'Industria, 5 a Castelnuovo del Garda, la stessa  dello Studio Dell'Acqua e Associati del progetto originario.  Ma perché la stampa locale ha sorvolato sui tanti piccoli indizi  del progetto di Adige Ambiente, anzi, a dire il vero,  manco ha dato la notizia dell'approvazione, e chi di dovere ha fatto  spallucce a chi faceva loro notare le singolari coincidenze,  come se queste fossero cose ineluttabili perché  "così fan tutti"?

La Redazione di GericoTv


Trova le differenze!

APPROVATA ALLA CAMERA LA LEGGE SUL CONSUMO DI SUOLO

Chiunque di voi penso capisca che vi siano grandi differenze fra un campo agricolo e un parcheggio di mattonelle Ferrari BK autobloccanti come riportato dalle due  foto a confronto. Tuttavia pare proprio che questo risulti piuttosto difficile per i nostri onorevoli Deputati visto quanto successo nei giorni scorsi alla Camera dove è stato approvato in prima lettura il decreto legge sul "Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato". Ci sono state, infatti, vistose diversità di vedute circa il concetto di "impermeabilizzazione" del suolo. Per i Deputati un terreno anche solo parzialmente impermeabilizzato non viene considerato terreno perso: il fatto, ad esempio, che un parcheggio fatto con i cosiddetti "autobloccanti a verde" lasci passare l'acqua tra un mattone e l'altro secondo la nuova legge non rientra nella rilevazione di suolo consumato.

La legge, in applicazione di una Direttiva U.E., ha fissato il termine del 2050 per azzerare la cementificazione del suolo. Se si pensa che secondo i dati dell'ISPRA il cemento viaggia a 7 metri quadrati al secondo in Italia, si può apprezzare il cambio di indirizzo approvato.

Ma ancora una volta la montagna ha partorito un topolino. Accanto a buone cose, come l'obbligo da parte dei Comuni di censire  le aree e gli edifici dismessi, sono stati inseriti  all'ultimo momento degli emendamenti che di fatto hanno stravolto l'impianto originario della proposta di legge. Ad esempio, su richiesta dell'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), è passato l'emendamento che prevede  che siano fatti salvi gli interventi per i quali "i soggetti interessati abbiano presentato istanza per l'approvazione prima della data di entrata in vigore della legge". Come dire, prima che entri in vigore la legge, tutti potranno programmare interventi edilizi: una specie di maxi-condono edilizio! Così anche l'articolo 6 che permette la modifica di destinazione dell'uso dei fabbricati agricoli che potranno così essere demoliti e ricostruiti diventando uffici, studi medici, palestre, con il solo obbligo  che la componente maggiore dell'edificio rimanga, comunque, ad uso agricolo.

Adesso la legge passerà al Senato per l'approvazione definitiva  e non è detto che  venga ulteriormente peggiorata, distorcendo quanto di buono aveva in origine il provvedimento di legge.

Nell'attesa si invitano caldamente i Senatori a studiare le differenze che passano fra un suolo agricolo e un parcheggio pavimentato di autobloccanti!      

Gianni Giuliari -  Redattore di GericoTV


Tra TAV e Giarol Grande

UN'OCCASIONE DI DIALOGO

Sabato 14 Maggio alle ore 15.00 si terrà una marcia NO TAV a San Michele.

Abbiamo seguito con attenzione gli incontri pubblici che si sono tenuti nel quartiere organizzati dalla Circoscrizione, da Legambiente, dai NO TAV.

I soci di questa Associazione (GericoTV) sono liberi e plurali, perciò, anche su questo argomento, faranno ciò che riterranno più giusto, mentre sono chiamati a portare le loro opinioni e i materiali che hanno a disposizione al fine di arricchire questo spazio comunicativo.

Ci è chiaro però che, se si farà, la TAV sarà un’altra grande opera che metterà a ferro e fuoco il territorio, con la consueta lievitazione dei prezzi, inquinamento ambientale, espropri forzati…

Abbiamo colto delle differenze tra l’impostazione intransigente dei NO TAV (rafforziamo quello che c’è, magari con l’utilizzo di nuove tecnologie che consentano una maggiore sollecitazione della linea esistente) e quella di Legambiente, che spinge sul trasferimento di merci e persone da gomma a rotaia, diminuendo così il traffico e l’inquinamento. La capacità della linea (e dunque i binari) nel secondo caso andrebbe comunque aumentata.

I toni del confronto si sono fatti aspri, forse sarebbe il caso di ascoltarsi di più.

A questo argomento si unisce la questione del Giarol Grande (attraversato dal nuovo progetto ferroviario) e del parco dell’Adige. Un gruppo di persone volenterose gli ha conferito maggiore dignità con azioni positive e concrete.

Il punto è che, dal quel che sappiamo, la convenzione per la gestione della fattoria didattica più 37 ettari di fondo rustico è in scadenza e quello che si prepara è un bando per una nuova gestione.

La domanda che ci poniamo è se si intende partecipare all’eventuale bando consorziando le realtà disponibili sul territorio.

Per noi la TAV è la TAV, il Giarol è il Giarol. E’ vero che il treno passa da lì, ma sovrapporre le due questioni può diventare un boomerang per il futuro di questo spazio aperto. Qualcuno non vede l'ora di associarlo ad un'enclave di antagonisti, per giustificarne l'occupazione o chissà che altro.

Il luogo, specialmente intorno alla Fontana delle Monache, era in stato di semi-abbandono, lo abbiamo documentato più volte. Vanno ringraziati coloro che gli hanno regalato cura e attenzioni, nella stessa misura dei tanti che sfamano i poveri del quartiere, assistono gli anziani, monitorano cave e discariche, si battono contro le ingiustizie sociali, informano su argomenti sconosciuti ai più.

Per questo sarebbe opportuno attivare un forum permanente, un tavolo comunitario (Vicinia), che consenta un confronto franco e produttivo tra le realtà associative che hanno a cuore il destino del territorio, mettendo da parte le reciproche diffidenze. Un soggetto intermedio organizzato che divenga interlocutore e stimolo verso le realtà Istituzionali, chiamate alle scelte amministrative.

Detto questo GericoTV rimane aperta ai contributi di coloro che sono contrari, favorevoli o dubbiosi sul progetto TAV, nello spirito di tolleranza e condivisione da cui è nata la nostra esperienza.

Per noi non esistono primati o esclusive sui singoli argomenti, ma solo legittime opinioni.

          

Redazione Partecipativa di GericoTV - Scrittura Collettiva

P.S. cliccando sull'icona "libro" trovate una breve storia interattiva dell'esperienza di condivisione della Comunità dei Sette Comuni di Asiago. Per chi  invece desidera contattarci basta cliccare sulla busta blu.


Stop al consumo di suolo, probabilmente!

CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA ADDIO?

Secondo  l'Istituto Superiore di Ricerca Ambientale (ISPRA) in Italia si consumano sette metri quadrati al secondo di terreno fertile: solamente a partire dal 2012 ad oggi i dati denunciano che sono stati destinati al cemento 80 mila ettari di suolo agricolo, una estensione equivalente a otto volte la città di Parigi. Nonostante le sue caratteristiche orografiche  del  tutto particolari il nostro Paese ha raggiunto un livello di consumo di suolo tra i più elevati in Europa.

Finalmente ora sembra che si cambi rotta. Nei prossimi giorni la Camera dei  Deputati  è chiamata a votare  la legge sul "Contenimento del consumo di suolo" che, anche se contiene qualche pecca, ha tuttavia l'ambizioso obiettivo di ridurre la cementificazione e arrivare al consumo zero di suolo agricolo entro il 2050 per restituire alla terra la sua originaria vocazione produttiva.

La legge in discussione punta innanzi tutto a preservare le aree agricole, evitando  che l'Italia debba dipendere sempre più dall'estero per l'importazione di risorse agricole alimentari;  ma si propone anche di recuperare aree già cementificate, lasciate in abbandono. Uno degli aspetti  più interessanti  della legge riguarda l'obbligo da parte dei Comuni di censire le aree e gli edifici dismessi e gli alloggi sfitti.

Chissà se in questo censimento prossimo futuro potranno rientrare anche  tutti quegli appartamenti costruiti negli ultimi decenni nei  quartieri della nostra città non per reali esigenze abitative , ma per mera speculazione edilizia, che risultano ancora tristemente disabitati, spettri di case visitate solo dal vento e invase  da arbusti e piante selvatiche! Chissà se in questo elenco saranno comprese anche quelle  casette a schiera tuttora invendute che fanno brutta mostra di sè in via Cernisone a san Michele Extra, da oltre un decennio rimaste allo stato  grezzo per motivi non  così difficili da immaginare! 

Gianni Giuliari - Redattore di GericoTV

Verona Sud e Polmoni verdi

IL QUARTIERE DI BORGO ROMA SOFFOCATO DALL'INQUINAMENTO

Il Comitato di Verona Sud scrive una lettera accorata al Sindaco di Verona, Flavio Tosi, il quale, come prevede lo Statuto del Comune, dovrebbe: "Garantire il diritto alla salute e alla sicurezza sociale, predisponendo interventi e misure idonee alla prevenzione, alla riabilitazione e alla cura, nonché alla salubrità dell'ambiente urbano e dei luoghi di lavoro”.

Nella lettera, sottoscritta da più di 5700 cittadini, si sottolinea, in particolare, l'inquinamento da traffico veicolare pesante presente in zona e soprattutto la mancanza di un polmone verde.

  

Gianni: Redattore di GericoTV / Fonte: Manuela Benetollo

Montorio e il Bitume

L'AUDIO DELLA SERATA DEDICATA ALLA SUPERBETON

Il Comitato Ambiente Montorio ha organizzato lo scorso 21 aprile  presso la Sala "Papa Giovanni Paolo II" n. 2 a Montorio una Assemblea Pubblica con lo scopo di sensibilizzare ed informare le persone residenti e non circa l'impatto ambientale prodotto dalla attività industriale esercitata dalla società Superbeton S.p.A. di Via del Vegron n. 3 a Montorio Verona.

Pensiamo di fare cosa gradita nel riportare integralmente l'audio della serata, specialmente per coloro che non sapevano dell'evento o non potevano essere presenti. L'audio è avventuroso, ma vale la pena.

Piergiorgio - Redattore di GericoTV


Cemento chiama cemento

IL COMITATO DI VERONA SUD SULLA PROPOSTA DELLA "VARIANTE VERDE"

Riceviamo e pubblichiamo

Ribadita la richiesta all’Amministrazione Comunale di verde “boschivo” nei comparti 1 e 2, e nel comparto 3 dell’Ater, per far fronte all’emergenza ambientale conseguente alla prevista realizzazione di 400.000 mq di aree commerciali.

In relazione alla proposta di deliberazione in seno al Consiglio Comunale di Verona d’ una “Variante verde” - a parziale compensazione di quanto il parco del PRUSST di fronte alla Fiera (in origine 55.000 mq, poi ridotti a 44.000 di superficie lorda al momento della realizzazione, dei quali solo 35.000 di verde effettivo, almeno stando a ciò che  è dato sapere), il Comitato di Verona Sud prendendo atto dell’iniziativa, auspica che tutte le forze politiche -di maggioranza e di minoranza, presenti a Palazzo Barbieri-  ‎votino a favore della Variante,  nell'interesse della salute pubblica dei cittadini residenti a Sud della città  e  della vivibilità del quartiere di Borgo Roma.

In tale circostanza, il Comitato ribadisce l’autonomia della propria azione politica quale interprete e portavoce delle istanze sociali, di prevenzione, salute e qualità della vita di tutti i residenti a Verona Sud. Le  istanze da noi prospettate - ormai da parecchio tempo - al sindaco e alla Giunta,  con esposti, lettere e petizioni,   sono apartitiche e di buon senso, corrispondendo a necessità essenziali delle persone,  trasversali e largamente diffuse. Tali richieste, portate avanti nei confronti dell’Amministrazione Comunale, alla quale chiediamo sollecitamente un incontro, ritenendo un nostro diritto essere ascoltati,  sono infatti dettate esclusivamente dalla gravità e dall’emergenza  delle problematiche ambientali e viabilistiche vissute dalla popolazione nei nostri quartieri, a  prescindere  da schieramenti strumentali, o etichette di qualsiasi colore partitico.

Il Comitato ribadisce inoltre, agli Amministratori e all’opinione pubblica cittadina, la ferma necessità  di verde compensativo “boschivo” nei comparti 1 e 2 e nel comparto 3 dell’Ater, che si sono recentemente liberati, non solo in considerazione  della inaccettabile riduzione di superficie del Parco Urbano realizzato dal Comune tra viale dell’Industria e viale dell’Agricoltura, ma soprattutto  in relazione alla drammatica minaccia ambientale per la salute di tutti noi, che qui abitiamo, a seguito  dei pesanti  effetti dell’inquinamento dell’aria che deriveranno certamente  dalla realizzazione dei nuovi insediamenti commerciali (ben 400.000 mq di superficie!), grandi attrattori di traffico, previsti dal Piano comunale degli Interventi. 

Il Comitato di Verona Sud