Prima che sia troppo tardi

Categoria: Operai della vigna
I PIU' DEBOLI, I PIU' PICCOLI SONO CHIAMATI A PRENDERSI CURA DELLA TERRA

 

La notizia si è diffusa, amplificata fortunatamente da tutti i social media. Almeno questo, possiamo dirlo, è un dato positivo delle possibilità che la comunicazione di oggi rende possibile. Una cosa impensabile nel passato.

La sedicenne svedese Greta Thunberg inizia una serie di proteste davanti al parlamento del suo paese per attirare l’attenzione dei politici e dell’opinione pubblica sul problema del cambiamento climatico. I media cominciano a parlare di lei e nel giro di qualche settimana tanti altri ragazzi ne seguono l’esempio. In tante capitali e grandi città europee i ragazzi cominciano a riunirsi per discutere e manifestare a favore del clima e delle condizioni sempre più difficili in cui si trova il nostro pianeta. Tutto questo avviene di Venerdì. Anche il 15 marzo è venerdì. Per quel giorno è stato fissato un grande sciopero, una grande manifestazione in difesa del diritto della terra. È noto lo slogan rappresentato dalle tre F che danno inizio alle tre parole in questione: Fridays For Future. Trovarsi uniti di venerdì, nelle piazze delle nostre città, per parlare del nostro futuro.

Non diciamo ora che i giovani non ci sono. È interessante che a prendersi cura della terra, a preoccuparsi per lei, siano i più fragili, quelli che non votano, che non hanno in mano ancora le leve del potere. Probabilmente quelli che capiscono ancora poco dei problemi della politica, che non sono ancora stati coinvolti nei suoi meccanismi e compromessi.

Sono loro a cominciare a urlare in nome della difesa di quella Terra che i potenti di oggi vorrebbero depredare o trattare senza tanti scrupoli. Il sogno è che questi ragazzi riescano a fare più di quanto sia riuscita a fare la politica (quella onesta che ha a cuore il bene di ogni uomo e di tutto il pianeta), più di quanto abbia fatto la Conferenza ONU sul clima di Parigi qualche anno fa.

Ma non sarà facile per questi ragazzi. Il loro nemico più potente è colui che le lobbies dei miliardari hanno messo a capo del paese che ha maggiori responsabilità in ordine alla salvaguardia della vita del pianeta e del clima: il paese che concentra le più grandi ricchezze finanziarie e, allo stesso tempo, il paese che consuma di più, che inquina di più. Ma di questo Trump non si cura. Al Trump pensiero non interessa nulla della terra come non interessa nulla del futuro né della vita dei nostri giovani. I pupilli dei multi miliardari come lui hanno le spalle già ben coperte dai soldi dei loro padri: gli straricchi che quel fanfarone rappresenta non hanno nulla da perdere a condannare la terra al deserto e ad una situazione di progressiva invivibilità. Ma forse anche la loro bolla miliardaria alla fine sarà coinvolta nel disastro ecologico. Purtroppo il Trump pensiero che ha smantellato ogni tentativo ragionevole di svolta, nel senso di una maggior moderazione, nell’uso delle energie, dello sfruttamento del sottosuolo, nella produzione di smog, è seguito da tutti gli altri potenti della terra. D’altra pare se non sono i più grandi, chi sta più in alto a dare l’esempio … Bolsonaro non si vergogna di affermare che non gli interessa nulla distruggere l’Amazzonia se questo può aiutare a far cassa al Brasile (non al Brasile della povera gente però ma delle grandi imprese multinazionali). Per non parlare poi della Cina e a seguire dei piccoli potenti sovranisti della nostra Europa. Insomma i potenti di oggi, che difendono ovunque soltanto le prerogative dei ricchi, di chi non ha problemi a sbarcare il lunario, hanno dichiarato guerra alla Terra in nome dell’unico dio in cui loro credono: il dio denaro, il dio dell’interesse nazionale, il dio di una crescita e di un consumo smisurati.

Trump rappresenta in questo senso il peggio che ogni politica potrebbe esprimere. Un vecchiume nascosto dietro una facciata di arroganza, di ignoranza e di totale insensibilità nei confronti di ogni tipo di problema.

Trump – e quelli come lui, quelli che ne condividono le idee, le espressioni idiote e ciniche che ogni giorno posta su twitter -  è il principale nemico dei giovani; il principale nemico del futuro. Il grande nemico della Terra e dei poveri. In una parola è nemico della vita, di tutto il genere umano.

Al lato opposto del campo di battaglia (parliamo proprio di battaglia, di lotta, di guerra) troviamo i giovani, i ragazzi che hanno cominciato a parlare tra di loro e a mettersi assieme. I ragazzi sono i principali destinatari della guerra del Trump pensiero perché sono loro che potranno percorrere le strade del futuro. Loro e non i vecchi che hanno in mano al presente le leve del potere.

Sono loro ad aver organizzato gli incontri dei venerdì. O per lo meno tutto è partito da loro.

Sono loro i protagonisti delle manifestazioni di Venerdì 15 marzo.

Dovrebbero essere loro a risvegliarci un po’ dal nostro torpore o dall’ingordigia e dalla rapacità con cui ci rapportiamo alla terra e a tutte le sue ricchezze. La rapacità, l’ingordigia, sono vizi che hanno la vita corta, che non portano da nessuna parte. Si risolvono nel breve arco di tempo che ci sta davanti. Ma i danni che essi possono provocare lasceranno le loro conseguenze sul tempo che ci sta davanti. A pagare per tutti i mali di oggi saranno i nostri figli. In ogni incontro che ha con loro, Alex Zanotelli non manca di chiedere perdono ai ragazzi dall’alto dei suoi ottanta tre anni per il pessimo mondo che stiamo affidando loro.

Ho parlato con mia figlia, che ha la stessa età di Greta, dell’importanza della manifestazione di Venerdì. Non ci sarà da farsi illusioni di alcun tipo. Non saranno risolti dai ragazzi i gravi problemi che neppure una serie di conferenze mondiali organizzate dalle Nazioni Unite sono riuscite ad affrontare con serietà. È comunque un segno di grande speranza vedere che sono i ragazzi, anzi i ragazzini, ad aver compreso che la vita sulla terra è incamminata verso il baratro. Chi ha meno potere nelle mani, chi è più piccolo e fragile può cominciare a mettersi assieme per stare dalla parte della terra e della vita.

Loro che hanno meno potere di tutti possono stimolare quelli che hanno più potere (economico, politico, religioso …) ad invertire la rotta … finché siamo ancora in tempo. Non c’è nessun dubbio dunque a prender posizione e a metterci con simpatia e decisione dalla loro parte.

Venerdì dobbiamo essere in tanti. Ovunque.

                                                                                             

Stefano Costa - Redattore di Gerico.Info
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