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Israele, dove l'illegalità si chiama legge

PROVVEDIMENTI CONTRO I PALESTINESI


Il mese di dicembre si era aperto con un aumento della tensione nei Territori Occupati Palestinesi: prima l’uccisione di un giovane palestinese a Tulkarem, area di Nablus; poi l’omicidio di due soldati israeliani a cui sono seguite altre 4 vittime palestinesi (sospettate di aver tolto la vita ai due soldati) e la chiusura da parte dell’esercito israeliano degli accessi di entrata per le grandi città di Ramallah e Nablus.

Sul piano politico e internazionale quattro eventi sono stati significativi: il 15 dicembre Scott Morrison, primo Ministro australiano ha annunciato che il suo Governo prenderà in seria considerazione il trasferimento dell’ambasciata australiana da Tel Aviv a Gerusalemme.
Anche a seguito della rinuncia di Lieberman alla carica di Ministro della Difesa, il 24 dicembre il capo della coalizione governativa israeliana ha deciso di sciogliere la Knesset (Parlamento) e tenere elezioni anticipate il 9 aprile, cioè sette mesi prima dalla data prevista.

In ultimo, due nuovi disegni di legge presentati alla Knesset meritano menzione: il primo inerente la legalizzazione degli avamposti e delle colonie e il secondo riguardante la deportazione delle famiglie di palestinesi rei di atti contro israeliani.
Il 16 dicembre la Knesset ha votato a favore del primo provvedimento citato, secondo cui lo Stato avrà due anni di tempo per decidere se legalizzare più di 60 tra avamposti e colonie. In questo lasso di tempo verranno sospese le demolizioni degli stessi, riconoscendo così l’obbligo per lo Stato a fornire beni e servizi alle colonie e avamposti.
Il secondo provvedimento, votato il 19 dicembre, riguarda l’espulsione delle famiglie dei palestinesi coinvolti in attacchi contro israeliani dalle loro città d’origine verso altre aree della Cisgiordania.

La riapertura della presenza in Palestina vede una nuova organizzazione del lavoro sul campo: i volontari hanno iniziato a svolgere le loro attività non solo nelle a sud di Hebron, ma anche in ulteriori aree della Cisgiordania, in particolare a nord, nell’area di Salfit. Si tratta di una porzione di territorio palestinese in area C, compreso tra la Green Line e la barriera di separazione con Israele. Molti Palestinesi possiedono terre destinate all’agricoltura nella cosiddetta Seam Zone ma possono accedervi solo attraverso varchi controllati dall’esercito israeliano. I volontari di Operazione Colomba hanno così iniziato a monitorare il gate Magen Dan 620 nella città di Az-Zawiya. Infatti, una cinquantina di lavoratori ogni giorno devono attraversare il gate per poter lavorare in Israele e, in alcuni casi, per raggiungere le proprie terre. In alcuni casi son dovuti intervenire per chiamare l’esercito e chiedere di far passare le persone. I volontari hanno svolto attività anche in Jordan Valley con i Ta’ayush (attivisti israeliani), in particolare a Ressas e Samra, con accompagnamenti a pastori e visite alle famiglie della zona. Per quanto riguarda le Colline a sud di Hebron il mese di dicembre si è aperto con lo sgombero e la demolizione della scuola di Simya. È proseguito poi con la distruzione di circa 200 ulivi.

Si registra anche un’intensificazione delle attività di espansione dei coloni di Havat Ma’on che hanno arato terre di proprietà palestinese.
Per quanto riguarda l’attività di School Patrol, si sono verificati molteplici ritardi della scorta militare. Questo fatto ha esposto i bambini al rischio di aggressione da parte dei coloni e li ha costretti a percorrere la strada accompagnati solo dai volontari di Operazione Colomba.
Nella notte del 25 dicembre l’esercito israeliano ha svolto un raid che ha interessato i villaggi di Mufaqqara e Ar-Rakeez ed ha obbligato le famiglie del posto ad allontanarsi dalle proprie abitazioni durante le perquisizioni.
La motivazione (o la scusa) dell’azione data dal comandante è stata la ricerca di armi. La resistenza popolare nonviolenta prosegue, in particolare sono state organizzate due azioni dai ragazzi di Youth of Sumud: il 24 dicembre nel Sumud Freedom Garden di At-Tuwani è avvenuta l’accensione dell’albero in commemorazione della prigioniera Israa Al-Jaabis (nella foto) e il 29 dicembre è stata organizzata una marcia da Sarura ad At-Tuwani, che ha visto la presenza della delegazione di Assopace Palestina, sempre sotto lo sguardo di militari e coloni israeliani.

 

Fonte: Operazione Colomba

Curatore: Floriano
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