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Una luce nel buio

VERONA A TESTA ALTA

Verona a 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Tanto buio, troppo buio e il gialloblu, sullo sfondo,  di Piazza Erbe

Una luce brilla, nonostante tutto. 

A cura della Redazione Gericotv


Che tristezza!

CRESCONO I SEMI DI DIVISIONE E DI ODIO NELLA BELLA VERONA

A proposito della manifestazione che Forza Nuova terrà oggi in città ospitiamo volentieri il comunicato stampa di Pax Christi Verona

Che tristezza vedere il grande valore della vita usato come bandiera di uno schieramento neofascista carico di presenze inquietanti, di persone note per organizzare sfilate neonaziste, per promuovere gruppi paramilitari cacciatori di migranti esibiti come prede di guerra, per negare l'esistenza delle violenze alle donne, per offendere i "diversi"! 

Che tristezza vedere il grande valore della vita usato come arma di propaganda politica e di rissosa agitazione sociale e "religiosa"!

Non si può difendere la vita (e prevenire l'aborto che è sempre un male) alimentando il mito dell'invasione africana e favorendo un clima rissoso e violento. 

Il monumento alla pace collocato anni fa in piazza Bra propone un altro orizzonte costruttivo e armonioso.

La statua di San Zeno, vescovo di origini africane, indica col suo sorriso un'altra dimensione della vita e della fede.
 
 
Pax Christi Verona

I Triumviri: corsi e ricorsi storici

TEMPI MODERNI

"L'alleanza aveva permesso ai Triumviri di dominare la politica romana completamente, ma non poteva farsi indefinitamente carico delle ambizioni, degli egoismi e delle gelosie dei tre; a Pompeo non piaceva Crasso e divenne sempre più invidioso dei successi spettacolari che Cesare aveva in Gallia.

Il successivo assassinio di Pompeo ad opera di Tolomeo in Egitto lasciò solo a Cesare il potere nel mondo romano".

La storia è ancora "magistra vitae"?

         

Spissegoto

Lidia Maggi: vincere il male con il bene

DEVASTATI I LOCALI DELLA CHIESA BATTISTA A VARESE

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera che la pastora  Lidia Maggi ha scritto a seguito dell'incendio di origine dolosa che ha reso inagibile la chiesa battista a Varese

Cari amici,
grazie per la solidarietà, che da tanti luoghi è giunta  per la chiesa di Varese. Avrò cura che raggiunga ogni fratello e ogni  sorella colpiti dal disagio. L'inagibilità dei locali coinvolge ben tre comunità: la chiesa battista, ma anche la chiesa evangelica ganese e quella avventista che utilizzavano i locali. Tre comunità che, al momento, non hanno un luogo dove potersi riunire per le loro funzioni.  Tre comunità sfollate, senza un tetto sulla testa per potersi sentire a casa.

L'angoscia della chiesa battista di Varese è necessariamente triplicata dalla consapevolezza che questo danno impedisce anche alle altre due chiese sorelle, accolte, di riunirsi. Non sappiamo la matrice  dell'atto vandalico. Credo, tuttavia, che in tempi dove si soffia sul  combustibile dello scontro identitario, nostra responsabilità è usare tutti gli strumenti in nostro possesso per spegnere gli incendi della rabbia e del rancore. E' questo il tempo per verificare se l'evangelo è  davvero la nostra bussola o se anche noi siamo rimasti contaminati dalla fuliggine dell'astio e del risentimento. I locali si possono ripristinare, ma i danni ai polmoni dell'anima sono permanenti.

E' tempo di imparare a vivere la chiamata ad amare i nostri nemici e a vincere il male con il bene. Non so chi siano le persone che hanno devastato i locali della chiesa battista di Varese. So tuttavia che sono persone,  creature di Dio: che mi piaccia o meno, sono i miei fratelli di cui io sono responsabile. Li immagino arrabbiati e disperati. Anche di questa povertà culturale e relazionale sono chiamata a farmi carico. La chiesa battista di Varese ha perso i suoi locali, ma non è sola e può contare sulla solidarietà reciproca e su quella di tante persone attorno a lei.  Probabilmente non è così per chi si ritrova a sporcare, saccheggiare, fino a bruciare spazi che non sente suoi.

Lidia Maggi - Pastora Battista

Fermi immagine dalla marcia della pace Perugia- Assisi

UN MONDO PIU' UMANO E' COMUNQUE POSSIBILE

Un sole timido fa capolino dietro le nuvole dopo una notte di pioggia e  illumina  il monte su cui poggia Assisi...

Si chiudono gli ombrelli e la variopinta gente  in marcia saluta allegramente le persone affacciate al balcone  che contraccambiano sorridendo il saluto...

L' agente di polizia  che presidia la rotatoria   accenna un sorriso e  batte le mani al ritmo  dello slogan intonato dai  marciatori...

Sembra davvero che, come recita l'inno della marcia di quest'anno,  un  mondo più umano  sia possibile...

Un SUV esce  da una stradina laterale,  lasciando una nuvola nera di fumo dietro di sè: l'uomo alla guida abbassa il finestrino e urla  all'indirizzo dei marciatori: "Viva il duce!"...

Lungo e difficile è ancora  il cammino della pace!

Gianni Giuliari - Redattore di Gerico.Info 

Pace fa rima con Riace

ALLA MARCIA PERUGIA - ASSISI, IDEALMENTE A FIANCO DEL SINDACO DEL PAESE CALABRESE

 

Ha suscitato scalpore l'arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano. L'accusa con cui il sindaco è stato posto agli arresti domiciliari è   favoreggiamento della immigrazione clandestina e  affidamento irregolare del servizio di raccolta dei rifiuti.

Riace, il paese calabrese famoso nel mondo per i suoi bronzi, era un borgo abbandonato dai tanti calabresi emigrati ed  è rinato grazie all'accoglienza di migranti e grazie al lavoro del sindaco che ha reso questo paese il simbolo di una nuova umanità possibile, dove si può crescere insieme.

Non stiamo qui a disquisire se le accuse abbiano fondamento o no, ma sicuramente il cosiddetto "modello Riace" era diventato inviso ai tanti che in Italia soffiano sul vento della divisione e dell'odio, a cominciare da qualche alta sfera istituzionale.

Anche per questo sarà importante esserci domenica prossima, 7 ottobre, alla marcia della Pace Perugia Assisi, per rompere il silenzio, per prendere posizione contro la barbarie che cresce, mettendoci  in cammino l’uno a fianco dell’altro.

Gianni Giuliari - Redattore di Gerico.Info 

Un incontro inquietante

PICCOLI SEMI DI FASCISMO SI INSINUANO

 

"Vabbè, è solo una maglietta!"  qualcuno  obietterà,  ma a me trovarmi davanti in un negozio del mio quartiere nella periferia est di Verona un ragazzo che esibisce una T-shirt nera con la scritta "Defend Europe - la mia terra, i miei fratelli, la mia eredità"  in qualche modo mi inquieta. Il ragazzo veste ben curato, ha i capelli corti, anellino sul lobo dell'orecchio sinistro. Mi dico: "Forse indossa la maglietta,  ignorando il messaggio che "innocentemente" porta in giro. O forse no!". Il dubbio  mi turba. 

Ma cosa è "Defend Europe"?

Defend Europe rappresenta un gruppo di giovani che appartengono a Generazione Identitaria, una rete di attivisti di estrema destra che ha diramazioni in Francia, Germania, Italia, Austria, Paesi Bassi e altri paesi europei, e riceve supporto da gruppi in Nord America ed altre zone.
Generazione Identitaria afferma di voler proteggere l’identità europea fermando l’immigrazione. Alcuni mesi fa  l'organizzazione "Defend Europe" si è resa famosa per aver noleggiato una nave, la C-Star, con lo scopo di operare atti di respingimento di migranti e per impedire che organizzazioni umanitarie come Save the Children, Medici Senza Frontiere, ecc. provvedessero al salvataggio di migranti in difficoltà nel mar Mediterraneo.  

Sul sito Internet "Generazione Identitaria" si presenta in questo modo: " Generazione Identitaria (GID) è un movimento apartitico indipendente nato nel 2012, per opera di giovani patrioti italiani animati dall’amore verso la propria terra e dalla determinazione a salvarne, con l’azione militante, il suo popolo, la sua cultura, il suo ambiente e la sua sovranità politica".

E poi ancora "Essere identitari significa difendere in ogni ambito, dando anche l’esempio quotidiano con il proprio comportamento, l’identità etnica e culturale dei quali siamo detentori. Identità che si può ricondurre al concetto di Europa opponendosi a tutto ciò che potrebbe attentare alla sua integrità. Gli identitari sono dunque coloro che considerano la preservazione delle identità di fronte al rullo compressore mondialista come una missione storica del nostro tempo".

C'è o no da preoccuparsi davanti al diffondersi di una organizzazione che fa dei proclami di questo genere?

Gianni Giuliari - Redattore di Gerico.Info 

Una opportunità per i giovani

IL SERVIZIO CIVILE AL DON CALABRIA

 

E’ pubblico il bando di reclutamento per la selezione di operatori del Servizio Civile da impiegare in progetti di S. C. Nazionale/Universale, dove sono presenti i progetti dell’Opera don Calabria, da realizzarsi presso:

  • Casa Perez e Casa Nogaré a Negrar per il S.C.Nazionale; 9 posti disponibili con anziani e diversamente abili; tel. 045.6013066 o 045/6013656 Mauro o ChiaraQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Centro Polifunzionale di via San Marco per il S.C.Nazionale; 16 posti disponibili con diversamente abili; tel. 045.8184142 Maurizio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Casa San Benedetto per il S.C.Nazionale21 posti con minori e donne in difficoltà nel Comune di Verona, Sona, Legnago, Minerbe, Sommacampagna, Lavagno e Mantova; tel. 045.8052962 Roberto o 045.8052915 Elisa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Casa Sant’Agata, Casa San Benedetto e Comune di Badia Calavena per il S.C.Universale, 12 posti con minori e servizi educativi; tel. 045.8052962 Roberto o 045.8052915 Elisa. Per il Comune di Badia Calavena tel. 045.7810503 Eleonora.

Si lavorerà per 25/30 ore settimanali flessibili in attività socio-educative con professionisti preparati allo scopo.

Possono partecipare tutti i cittadini italiani maschi o femmine, tra i 18 e i 28 anni all’atto della presentazione della domanda, che presentano formale candidatura presso la sede prescelta. La domanda deve essere scaricata, dal sito dell’U.N.S.C.: www.serviziocivile.gov.it - allegati 3-4-5  del Bando.

Possono partecipare alla selezione anche cittadini comunitari ed extracomunitari titolari del diritto di soggiorno.

Il compenso netto mensile è di 433,80 € e l’inizio del servizio, a seguito di un colloquio selettivo, avverrà nel prossimo autunno 2018.

La durata è di 12 mesi dalla data di avvio.

L’ente con oltre 40 anni di esperienza nel settore, per la qualità della formazione offerta, al termine rilascerà un attestato di partecipazione con le competenze relazionali acquisite. Vi è la possibilità di veder riconosciuto, l’anno di Servizio Civile, come parziale assolvimento del tirocinio formativo dell’Università di Verona per Scienze dell’Educazione.

Tutti i giovani si sperimenteranno in contesti di servizi alla persona diretti ed indiretti, praticando la cittadinanza attiva e rafforzando la propria personalità.

Chi ha avuto modo di partecipare, sostiene che è un’esperienza che “cambia la vita. Tua e degli altri”. Uno degli ultimi rapporti annuali sul Servizio Civile dice che il 20% dei giovani che concludono l’anno di servizio, cambiano in meglio il loro stile di vita. Addirittura il 25% trova occupazione.

Per eventuali ed ulteriori informazioni è possibile contattare i responsabili dei progetti visitando il sito www.serviziociviledoncalabria.it.


Una Chiesa che accoglie

UNA DURA, MA NECESSARIA, PRESA DI POSIZIONE


Il Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia approva un documento per dire no alla xenofobia. Ogni forma di razzismo è un’eresia teologica

“Da mesi ascoltiamo parole violente e cariche di rancore nei confronti degli immigrati, che nel cuore dell’estate sono state seguite da gesti xenofobi e razzisti verso italiani con la pelle nera, richiedenti asilo, rom. Come cristiani evangelici riteniamo che il limite della tollerabilità di questo linguaggio e di questi atteggiamenti sia stato ampiamente superato e per questo abbiamo deciso di lanciare il messaggio chiaro e forte che noi non ci stiamo”.

Con queste parole il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro, presenta il Manifesto per l’accoglienza approvato dal Consiglio FCEI.

“Anche se oggi è impopolare, affermiamo che noi evangelici siamo per l’accoglienza degli immigrati e dei rifugiati, per la tutela delle vite di chi fugge da guerre e persecuzioni attraversando il Mediterraneo, per l’integrazione. Lo facciamo – conclude il presidente della FCEI – con uno strumento semplice ma capillare quale un manifesto che speriamo possa essere affisso sul portone di ogni chiesa evangelica”.

“Ogni forma di razzismo è per noi un’eresia teologica” si legge nel documento, che si apre con alcune citazioni bibliche sull’accoglienza e sui diritti dello straniero. Il Manifesto per l’accoglienza prosegue poi con 8 punti in cui si ribadisce la falsa contrapposizione tra accoglienza degli immigrati e bisogni degli italiani, si sottolinea la buona pratica dei corridoi umanitari, si invita allo scambio interculturale nel quadro dei principi della Costituzione, alla protezione internazionale e alla tutela dei diritti, a un linguaggio rispettoso della dignità e a una presa di posizione contro xenofobia e razzismo, si denuncia l’esasperazione del dibattito pubblico sul tema delle migrazioni. Negli ultimi due punti, la FCEI fa appello alle chiese sorelle dell’Europa perché accolgano quote di richiedenti asilo e spingano i loro governi a promuovere politiche di condivisione dei flussi migratori in un quadro di solidarietà e responsabilità condivise, richiamando all’amore di Dio, che è più forte degli egoismi di individui e di nazioni.

Scarica il Manifesto per l'accoglienza in versione integrale.

 

  

Ufficio Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia

 

Vergognosi rigurgiti di nazismo

SOLIDARIETA' PER LE MINACCE AD ADACHIARA ZEVI


La Presidenza dell'Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti (ANED), esprimendo il profondo sdegno di iscritti, superstiti, familiari delle vittime della tragedia dei lager e degli antifascisti che nell'Associazione operano per la costruzione della Memoria delle Deportazioni, è fraternamente vicina all'architetta Adachiara Zevi, fatta oggetto di vergognose minacce e di un vile quanto incivile atto di razzismo e antisemitismo.

A chi vigliaccamente si cela dietro l'anonimato, ma rivela chiaramente lo squallore della sua natura, non è certamente gradito l’impegno deciso e costante di Adachiara Zevi nella tutela della Memoria e nell’affermazione dei valori che, anche dalla tragedia delle Deportazioni, hanno trovato la loro consacrazione nella nostra Costituzione. Ricordiamo la sua azione, soprattutto nella deposizione e diffusione delle Pietre d’inciampo, per ricordare sul territorio italiano i nomi di coloro - antifascisti, deportati politici, ebrei, rom e tanti altri - che la furia nazista avrebbe voluto annientare e far dimenticare.

Chi oggi vorrebbe negare i nostri valori costituzionali e ripristinare il razzismo, l’antisemitismo, la violenza e la sopraffazione sulle persone, che hanno caratterizzato un tragico periodo sconfitto dalla Storia, sappia che i nostri volti e le nostre voci saranno a fianco di Adachiara, senza alcun cedimento nella difesa di una compiuta democrazia. Alle Istituzioni l'ennesima nostra pressante richiesta affinché adempiano a quanto le leggi del nostro Paese prevedono nei confronti di chi semina odio razziale e lede i doveri ed i diritti di chi vuole vivere in una società civile e democratica, nella quale il fascismo e la sua nefanda eredità non hanno assolutamente posto.

La Presidenza nazionale dell'ANED

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